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Fabbrica Curone

Fabbrica Curone

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Il Municipio

Altitudine: 471 m s.l.m. (capoluogo)

Popolazione: 774 abitanti al 31/12/2005

Estensione territorio: 53,64 Kmq

 

Informazioni e curiosità di carattere storico, artistico, turistico, economico: tra i più estesi della Provincia di Alessandria, è il Comune più esteso del territorio della Comunità Montana. I suoi abitanti sono sparsi in dodici frazioni (9 parrocchie ed un solo parroco!): si tratta di una popolazione anziana cui manca il ricambio generazionale.

Nel 1901 gli abitanti erano 2827, senza contare i 418 abitanti di Forotondo che ai tempi era comune autonomo.

Fabbrica è sempre stato un Comune di emigrazione; risale al Seicento il trasferimento stagionale (a volte definitivo) verso le risaie del Vercellese, cessato definitivamente negli anni 1960 quando le operazioni di semina, monda e raccolta furono meccanizzate.

Nella seconda metà dell'Ottocento iniziò l'emigrazione verso la Francia: le località di maggior attrazione erano Lione e Marsiglia.

Poi, con l'introduzione della navigazione a vapore, più sicura e veloce, iniziò l'emigrazione verso le Americhe, che continuò fino al secondo dopoguerra.

A partire dagli anni Cinquanta, grazie al "miracolo economico" italiano, iniziò l'emigrazione verso i centri industriali della Pianura Padana o verso il Genovesato.

Fabbrica è anche uno dei Comuni più montuosi della Provincia, inserito nell'Appennino Poiemontese ai confini di quattro regioni: un cippo sul monte Chiappo segna il confine tra Piemonte, Lombardia ed Emilia (poco più a sud vi è il confine con la Liguria).

Con i suoi 1700 m. s.l.m. è la vetta più alta della provincia e da lassù si gode di una vista dalla Pianura al Mar Ligure, tanto che in una carta geografica del Settecento, redatta dall'Ing. Bergonio, al posto dell'indicazione del monte compare la scritta "da qui si vede il mare".

Il territorio è comunque delimitato da una cerchia di monti: a Nord il Boglelio, a Sud il Chiappo e l'Ebro (dove nascono i due rami del Curone) ed a Est il Giarolo. Quest'ultimo è quello più noto, perchè nel 1901 vi fu eretta una grandiosa statua del Redentore e da allora è divenuto meta di pellegrinaggi ed escursioni nella stagione estiva, soprattutto in occasione della festra che si celebra la prima domenica del mese di Agosto.

Ai piedi del Monte Ebro è stato aperto il rifugio "Ezio Orsi" (m. 1.397), base per interessanti escursioni sull'Appennino.

 

CENNI STORICI DEL TERRITORIO

Porta d’accesso all’ampio bacino turistico della Val Curone, intorno ad esso svettano le alte cime dei monti Ebro, Chiappo, Giarolo, Panà e Boglelio.

Il comune fu feudo dei Malaspina, dei Fieschi e dei Doria.

Fino alla fine del primo millennio tutta la zona era occupata da imponenti boschi di castagni, querce e faggi e soltanto nella stagione estiva vi si trasferivano scarsi abitatori per pascolarvi il bestiame, farvi carbone o cacciare la numerosa selvaggina.

Sono monti coperti da pascoli e da boschi, che in passato erano tra le principali risorse del territorio: molto praticati erano sia l'allevamento del bestiame, sia lo sfruttamento dei boschi da cui s'otteneva legna da ardere, senza contare che in qualche località si produceva anche il carbone di legna.

La vite, ora limitata a qualche filare, in passato raggiungeva paesi come Salogni a quasi 1000 metri d'altitudine, e si otteneva un vino non di alta gradazione ma soddisfacente per il consumo familiare.

Nel corso del Novecento, la zona esercitò un notevole richiamo turistico.

Da sempre luogo di transito (a volte, data la vicinanza con i confini dei vari stati, anche di contrabbando), si trovava lungo uno dei percorsi della "Via del Sale": al punto che nel Settecento, quando la provincia tortonese passò dal Ducato di Milano al Piemonte, si pensò ad una nuova strada tra Milano e Genova che nel tratto appenninico, per aggirare le terre passate ai Savoia, doveva superare la vetta del Giarolo ed essere praticabile tutto l'anno, previo pagamento di un pedaggio.

Questi percorsi furono riscoperti nel corso della Seconda Guerra Mondiale, quando fiorì un'attiva borsa nera con il Genovesato.

Dal Medioevo il Comune faceva parte dei Feudi Imperiali e dipendeva in parte dai Doria ed in parte dai Malaspina, ed il passaggio ai Savoia (1738) fu tutt'altro che pacifico.

A testimonianza di un lontano passato sopravvivono ancora il Castello Malaspina, che si trova in paese, su di un'altura oltre il Curone, ed il Torrione di Lunassi, mentre dell'insediamento di Brusamonica, a monte di Caldirola, è rimasta memoria in antichi documenti ed in qualche traccia di muratura.

I vari paesi sono nati quasi tutti nel corso dei primi secoli del nuovo millennio in seguito al consistente flusso migratorio della popolazione ligure che, terrorizzata dalle ultime scorribande dei Saraceni, cercava rifugio nell'entroterra appenninico.  

Il paese di Fabbrica è sicuramente il nucleo più antico della zona ed è sorto intorno al IX secolo quale avamposto del Monastero di S. Colombano di Bobbio.

Formatosi inizialmente attorno alla Pieve, il borgo aveva anche un Ospizio o Ospedale dove monaci davano ospitalità a pellegrini e mercanti.

Con un lo sviluppo del feudalesimo, Fabbrica ebbe il suo castello, di cui si possono ancora ammirare alcuni ruderi, e tutto il territorio venne prima assegnato al vescovo Conte. Do Tortona, con bolla di papa Adriano lV del 13 aprile 1157, mentre nel secolo successivo fu concesso ai Marchesi Malaspina che lo tennero fino alla fine dei Feudi Imperiali, decretata da Napoleone nel 1797.   

Le chiese dell'Alta Valle risalgono quasi tutte al Sei-Settecento e spesso sono opera di maestranze ticinesi: certamente più antica e di maggior pregio artistico è la Pieve di Santa Maria, in paese, databile al XII - XIII secolo, in stile romanico, anche se rimaneggiato nel corso dei secoli.

Sulle pendici dei monti, tra boschi di faggi ed abeti, sorgono le tante frazioni, tutte votate al turismo, che compongono il territorio comunale: a destra del Curone Selvapiana e Forotondo, mentre alla sinistra del torrente Garadassi, Lunassi (con Torre dei Malaspina e Museo della Civiltà Contadina), Montecapraro (con giardino botanico), Salogni, Bruggi e Caldirola.

Quest’ultima è un rinomato centro turistico sia estivo sia invernale; in località La Gioia, sorta intorno agli anni Trenta, esistono le uniche piste da sci, servite da moderni impianti di risalita, di tutta la Provincia di Alessandria.

 

Sindaco: Valter Toso

 

Indirizzo: Palazzo del Municipio, regione Garadassi, 7

 

Telefono: 0131 - 782131

 

Fax: 0131 - 782203

 

E-mail: comune@fabbricacurone.it

 

Web: www.comune.fabbricacurone.it

 

Orari di apertura:  dal Lunedì al Venerdì 08,30 - 12,30 e 14,30 - 17,30

Sabato 08,30 - 12,30

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