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La storia

La storia di Brignano Frascata

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Il nome  Brignano si fa risalire ad una famiglia di origine genovese Belinianum. Le origini del paese risalgono all'epoca pre - romanica; in particolare la frazione di Frascata appare la più antica, ne è prova il fatto che nella parte del monte Vallassa (meglio conosciuto come Guardamonte) che volge verso ovest si trovano reperti di antiche abitazioni liguri e di una fornace riconducibili all'epoca pre -romanica. 

 Nei primi anni dell'era cristiana ci furono i primi insediamenti romani che costituirono il primo vero insediamento umano. 

Successivamente si iniziò a costruire secondo lo stile medievale e si compirono due costruzioni storiche: il  Castello di Cantacapra  posto verso sud e quello posto sul colle che sovrasta il paese propriamente detto Castello di Brignano; il primo fu distrutto per opera degli smottamenti della terra e poi la vegetazione lo ha quasi completamente nascosto. Per quanto riguarda il castello di Brignano, una parte è più antica e venne restaurata per volere del conte Bruzzo negli anni 1920-'30 dalla impresa Rocca; l'opera di restauro avvenne con i sassi che gli operai raccoglievano nel torrente Curone, e nelle rifiniture ci si rifaceva allo stile medievale. Lo sviluppo del paese di Brignano è recente (prima metà del 1800), avvenne dopo la costruzione della strada provinciale che servì a restringere il corso del torrente che occupava tutta la parte bassa del paese tanto da rendere abitabile solo il borgo, dove sorge la Chiesa di San Giacomo risalente al medioevo nella quale sono conservati mobili antichi di notevole valore.

Di Brignano si favoleggiano antiche origini romane senza che ne esista alcuna documentazione. Di sicuro il ritrovamento di basi di capanne e di tracce di una fornace, durante recenti scavi archeologici ha dimostrato che la località era abitata già epoca preistorica e poi in epoca romana.

Il paese era soggetto al comune di Tortona, cui lo tolse Federico Barbarossa e di nuovo lo restituì nel 1176.

Nel 1302 i Tortonesi si tenevano presidio.

Nel 1375 la località, spopolata per cause belliche, venne data in feudo dai duchi di Milano al genovese Spinetta Spinola che vi eresse un primo Castello.

La sua famiglia lo tenne fino al 1479 quando in seguito a una lite familiare i fratelli Napoleone e Giovanni Antonio Spinola uccisero nel Castello il confeudatario Battistino Spinola e quattro suoi figli.

Nel 1480, dopo il delitto, le truppe sforzesche riconquistarono il Castello.

Nel 1485 feudo passò a Cavalchino Guidobono, già signore di Momperone, e rimase sotto il controllo dei Guidobono Cavalchini fino al 1685 quando venne ceduto al capitano Francesco Ferrari di San Sebastiano.

Brignano nel 1642 fu depredato da un corpo di soldati francesi che erano all’assedio di Tortona, e due anni dopo fu pure visitato da soldati tedeschi.

I Ferrari (poi de Ferrari) rimasero in possesso del feudo fino a quando, spariti i feudi, il Castello e la proprietà vennero ceduti a Callisto Giani e poi al conte genovese Bruzzo i cui eredi ne sono ancora proprietari.

L'attuale Castello, già largamente ampliato nel corso del '600, è stato poi molto rimaneggiato dall'ultimo proprietario che negli Anni Trenta vi ha aggiunta un'ala completamente nuova alterandone notevolmente l'aspetto.

Il Curone ancora nella metà dello scorso secolo passava più a sinistra: il ponte che unisce il paese alla chiesa fu iniziato nel 1914 prima della guerra e terminato nel 1930. E’ tradizione che a Brignano si staccasse una strada per Dernice a al di là al Pertuso.

Di fronte a Brignano, sopra un poggio esisteva il castello di Cantacapra ancora ricordato dalla tradizione. Nel 1164 Federico Barbarossa investiva il castello ad Obizzo Malaspina che lo subinvestiva ad altri.

Secondo la tradizione il castello sarebbe rovinato per una frana e ciò in castigo dei bagordi che vi si commettevano. Si vede il monte spaccato e vi si scorge la base forse di una torre. Il castello ed il feudo di Cantacapra sono più antichi di quelli di Brignano. Frascata era la villa del castello.

IL CASTELLO DI CANTACAPRA

Di fronte a Brignano, sopra un poggio sulla sponda destra del Curone, era localizzato anticamente il castello di Cantacapra, che aveva giurisdizione sulla vicina villa di Frascata.

Era, insieme a numerosi altri manieri e feudi sparsi in diversi comitati, un possesso dei Malaspina.

Il castello scomparve in epoca imprecisata, allorché il monte su cui era situato, franò.

Di esso si scorge ancor oggi, sul ciglio della rovinosa frana che lo travolse, solo il basamento di una torre circolare, affiorante dal terreno.

Originariamente ebbe il possesso del maniero Bernabò, marchese di Cantacapra, il quale ritirandosi in altri suoi possessi, lo affidò nelle mani di altro Bernabò, marchese di Varzi, che a sua volta lo vendette a certi Spinola per 300 fiorini d’oro. Quando era di Alberto Spinola, il fortilizio fu occupato da Gio. Antonio, nipote di Bernabò di Cantacapra.

Ritornò in potere dello Spinola ma solo per breve tempo, in quanto i Bernabò lo riconquistarono con  la forza, ponendovi un comune castellano.

Il fortilizio di Cantacapra fu ripreso da Franceschino de alzate allora capitano ducale di Alessandria e Tortona per conto di Filippo Maria Visconti, che lo affidò ad un nipote di Vincenzo de veijs, finchè pervenne a Lionello Spinola, che dietro ad una forte fideiussione, promise di restituirlo integro. Ma dopo la morte del duca, Lionello, contravvenendo ai suoi ordini, rovinò completamente il maniero.

Suo figlio Estorre, nel 1472 vantava per Cantacapra ogni esenzione dall’alloggiamento militare. Il possesso degli Spinola sulla località terminò poco dopo, nel 1489, perché Frascata fu infeudata, insieme a Brignano, in Guidobono Cavalchino, figlio di Antonio, sotto i cui discendenti era destinata a rimanere anche nei secoli successivi.

(Merloni)

CHIESE E PIEVI

E’ tradizione che l’antica pieve fosse in regione Germana verso Monperone. L’attuale chiesa fu edificata alla fine del ‘500 durante l’episcopato di Maffeo Gambara, nel 1709 fu allungata verso il presbitero; l’ultima decorazione è del pittore Mietta nel 1915, la facciata fu abbellita nel 1937.

La chiesa è ampia ad una sola navata senza speciali pretese di stile, ma lontana dai moduli medievali. Tuttavia dai successivi mutamenti che ha subìto sono state salvate dagli intonaci alcune parti che fanno pensare ad un più vasta decorazione seicentesca andata perduta. Emergono ancora un grande affresco datato 1617 “Madonna, San Pietro e Sant’Antonio”, e i tondi con i “Profeti e le Sibille”.

Forse risalgono al medesimo periodo gli affreschi dell’oratorio della Madonnina con “Madonna, San Sebastiano e San Desiderio”: la chiesa però, rimaneggiata più volte, è anteriore all'apparizione della Madonna ai Boschi Grandi nel 1667. Ancora in parrocchia due tele: “Madonna del Rosario” e “Madonna Addolorata”.

Mentre gli affreschi sembrano di scuola lombarda del seicento, la tela del Rosario richiama la pittura genovese con vaghi ricordi di Piola e Castello, e con Angeli musicanti che richiamano certi modi del Lomi e dell’Ansaldi.

Nel coro una grande statua di legno dorata rappresentante San Carlo. Sul fonte battesimale la data 1577.

(Pro Julia Derthona)

 

LA PARROCCHIA

La parrocchia di Brignano è certamente antica come lo dimostra il nome del titolare. Essa era pieve. Nel 1261 ne era arciprete Rodolfo Opizzone che otto

E’ tradizione che l’antica pieve fosse più verso Monperone in regione Germana ove si va ancora in processione nei giorni delle rogazioni. L’attuale chiesa fu edificata alla fine del 1500. Essa era insufficiente per la popolazione così che venne allungata nel presbiterio nel 1709. Durante la visita del Monsignor Pepretti nel 1784 aveva otto altari.

Nel 1666 il cimitero aperto da ogni lato e diviso in tre parti, di cui una per quelli di Brignano, l’altra per quelli di Frascata, la terza per quelli di Selvano: era attraversato dalla strada pubblica. Il Vescovo ordinò che si riunisse in un solo corpo, che si deviasse la strada e si cingesse di mura. Nella visita del 1784 si legge che il cimitero era davanti al lato dell’epistola della chiesa.

 

GLI ORATORI

Nella visita del 1596 il vescovo ordinò la chiusura (era senza porta) e l’abbattimento dell’oratorio della Madonna della Casa. Non solo non fu abbattuto ma venne ingrandito e migliorato più volte. Sopra un vecchio architrave già sulla porta dell’oratorio si legge la data 1654.

Altri oratori sono nominati nella visita del Vescovo nel 1604: l’oratorio di San Giovanni in loco e del Carmine ai Boschi, quello della Frascata intitolato a San Rocco e quello di Selva a San Fermo. L’oratorio dell’Immacolata, privato, nel castello è nominato nella visita del 1667.

SELVA

Il luogo Selva costituiva un feudo con Carbonara e Volpeglino. E’tradizione che a Selva di sopra si amministrasse la giustizia e si mostra ancora la camera dove ciò avveniva.

I ragazzi di Selva di Sopra gridano in dialetto ai ragazzi di Selva di Sotto: “O voi di Selva di Sotto alzatevi di buon ora, e se volete vedere giustizia venite a Selva di Sopra”.

 

GHIAIA

Del luogo chiamato Ghiaia si ha memoria nel 1210.

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